Un grattacielo di inerti
Era il maggio del 1994 quando si iniziava a parlare della discarica di inerti a Rancate in zona Cantone, zona per altro già allora inserita nell’inventario per la protezione della natura (inventario CPN, Edizione 1979). Immediatamente giunsero da più parti le opposizioni e le osservazioni dei contrari alla variante di piano regolatore che prevedeva una discarica di 400'000 m3 di inerti nel terreno sottostante la vecchia casa colonica.
La Lega svizzera per la protezione della natura, fra gli avversi al progetto, arriva fino al tribunale federale impugnando l’autorizzazione concessa dal consiglio di stato (cfr. Corriere del Ticino del 24 gennaio 1995, articolo dal titolo Dissodamento sopetto di Rolph Stephani).
Nel frattempo la realtà territoriale del Mendrisiotto e del Monte San Giorgio è mutata, mentre la montagna di inerti a Cantone è cresciuta fino ad ospitare 300'000 m3 di materiale edile.
L’operazione sembrava terminata alcuni anni fa’, ma ecco che rispunta una nuova domanda di costruzione (in pubblicazione agli albi comunali di Rancate dal 7 al 21 gennaio), che chiede, in virtù del piano regolatore in vigore, di completare lo riempimento della discarica per quel che ancora le spetta ossia: 150'000 m3 di inerti, considerato il coefficiente di compattamento.
A prima vista sembra tutto normale, se non fosse per il fatto che il progetto prevede un muro alto 23 metri con il 64% di pendenza ai margini della strada che congiunge Riva San Vitale con Rancate; se non fosse per il fatto che nel frattempo la sensibilità ambientale è aumentata e che ora il Monte San Giorgio appartiene al patrimonio mondiale dell’Unesco; se non fosse per il fatto che nel febbraio del 2006 il Cantone ha pubblicato il capitolo C: rifiuti edili del Piano cantonale di gestione dei rifiuti (PGR) e che lì la discarica Cantone non risulta né fra quelle vecchie ancora in uso né fra quelle future.
A questo punto nascono spontanee alcune domande:
1. L’attuale progetto è conforme a quanto previsto a piano regolatore oppure nella modalità di effettuare la discarica c’è un vuoto pianificatorio e pur avendo diritto a ulteriori 150'000 m3 quanto chiesto nella domanda di costruzione ora in pubblicazione è lesivo nei confronti delle componenti naturalistiche e del paesaggio?
2. Dal punto di vista procedurale non bisognerebbe dapprima inserire la discarica nel Piano cantonale di gestione dei rifiuti (PGR)?
3. Oggi, con un Monte San Giorgio patrimonio mondiale dell’Unesco, è ancora accettabile una discarica a Cantone? Ricordiamo la pregevole e unica cava di tufo agganciata alla discarica oggi oggetto di una scheda Interreg IIIA (scheda operativa n. 1 02 001) per il recupero e la valorizzazione della stessa.
Non da ultimo siamo perplessi anche dal punto di vista della sicurezza della circolazione stradale nel caso dovesse venir realizzato il grattacielo di inerti previsto a Cantone.